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Carlo Calenda

Ha cambiato idea

È strategico che ILVA rimanga aperta, sia ambientalmente risanata e produttivamente rafforzata. Non che la proprietà sia italiana. Nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l’interesse nazionale quando non c’è fallimento di mercato. Assurdo e costoso

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7 anni e 4 mesi dopo

L’unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano.

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Nell'agosto 2018, pochi mesi dopo aver chiuso da ministro la cessione dell'Ilva ad ArcelorMittal, Calenda scrive che «nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l'interesse nazionale quando non c'è fallimento di mercato». In campagna elettorale, nell'agosto 2022, ripete che «ogni euro disponibile va indirizzato a sanità e istruzione, non a nazionalizzare l'ILVA». Il 5 dicembre 2025 scrive: «L'unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano», e nell'aprile 2026 chiede al governo di nazionalizzare lo stabilimento «dichiarandola fondamentale per la sicurezza nazionale».

Immagine della card per X e Facebook: Carlo Calenda, 15 agosto 2018: «Nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l'interesse nazionale quando non c'è fallimento di mercato.…». 5 dicembre 2025: «L'unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano.».
Così appare su X e Facebook.
Immagine verticale della card: Carlo Calenda, 15 agosto 2018: «Nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l'interesse nazionale quando non c'è fallimento di mercato.…». 5 dicembre 2025: «L'unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano.».
Così appare su Instagram, TikTok e nelle storie.

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