Ho voluto organizzare questa prima visita a Bruxelles per dare il segnale di un'Italia che vuole partecipare, collaborare e difendere il proprio interesse nazionale all'interno della dimensione europea, portando le soluzioni migliori insieme alle altre Nazioni sulle grandi sfide.
Nel 2014, da deputata di opposizione, dichiara «siamo per uscire dall'euro». Nel novembre 2022, alla prima visita a Bruxelles da presidente del Consiglio, descrive l'Italia come una Nazione che vuole «partecipare, collaborare e difendere il proprio interesse nazionale all'interno della dimensione europea». L'ipotesi di uscita non compare più.
#Salvini: Su immigrazione i #5stelle si comporterebbero come la sinistra. Sono contrario al reddito di cittadinanza, va distribuito ciò che c'è, l'Italia deve tornare a PRODURRE. Come? Abbassando le TASSE. #Corrierelive #Italia18 @corriere
#Salvini: il reddito di cittadinanza è un contributo che incentiva a tornare nel mondo del lavoro. Stanno comunque mettendo dei paletti, non sono tanti che avranno il totale dell'importo: se uno ha il macchinone, la casa ed altro, non lo otterrà. #portaaporta
A gennaio 2018, prima del governo con il M5S, dichiara «Sono contrario al reddito di cittadinanza». A novembre 2018, da vicepremier, lo difende come «un contributo che incentiva a tornare nel mondo del lavoro». Dall'opposizione tornerà poi a chiederne la revisione e, da ministro nel governo Meloni, la sostituzione con l'Assegno di inclusione.
.@luigidimaio io penso che il tuo decreto dignità ha funzionato nelle trasformazioni dei contratti e non lo credevo. È un ottimo risultato. Ma su crisi e occupazione vaneggi. Con gli ultimi due governi 1100k occupati in più (non 90k) e 80 crisi risolte.
Nell'ottobre 2018 definisce il decreto dignità «una totale follia», citando «40.000 posti di lavoro persi» in un mese. Nel luglio 2019, rivolto a Di Maio, scrive che il decreto «ha funzionato nelle trasformazioni dei contratti e non lo credevo. È un ottimo risultato», pur contestando i dati su crisi e occupazione.
⚠IL MIO IMPEGNO FIRMATO PER VOI.
Nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 ACCISE sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d'Europa!
FATE GIRARE!
#domenicavotoLega
Oggi il Cdm ha approvato il decreto carburanti che prevede un sostanzioso taglio delle accise che già dalle prossime ore si trasformerà in una riduzione del prezzo della benzina e del diesel. E l'Italia avrà il diesel e la benzina fra le meno care in Europa, meno care di Germania, di Francia, di Spagna, di Gran Bretagna.
Nel marzo 2018 promette per iscritto: «Nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 ACCISE sulla benzina». Da ministro nel governo Draghi (2022) rivendica uno «sconto» temporaneo di 25 centesimi al litro, non l'abolizione; da ministro nel governo Meloni (2026), otto anni dopo la promessa, annuncia un «sostanzioso taglio delle accise» via decreto.
Gli italiani continuano a essere spennati alla pompa di #benzina...
Per forza, le tasse sui carburanti sono tra le più alte al mondo! Abbassare se non abolire alcune folli e anacronistiche #accise che gravano sugli automobilisti sarebbe un atto di civiltà!
Il Governo è intervenuto oggi con un nuovo decreto per prorogare la riduzione delle accise sui carburanti, ampliando la misura con un intervento mirato a sostegno degli agricoltori e delle imprese esportatrici.
È una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia e sull’economia.
Sappiamo che il quadro resta complesso. Per questo il Governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione dello scenario internazionale e a lavorare su ogni intervento necessario a proteggere famiglie, imprese e lavoro.
Da opposizione chiede a più riprese di «abbassare se non abolire» le accise (2019) e che «il governo riduca subito accise e iva» (2022). Da presidente del Consiglio (aprile 2026) interviene con un decreto per «prorogare la riduzione delle accise», dopo che gli avversari le contestano gli aumenti del triennio precedente.
Chiudere tutti i porti e attuare subito il BLOCCO NAVALE davanti le coste della Libia. Il generale Vincenzo Santo- esponente di @FratellidItaIia e uno dei massimi esperti in materia- spiega il nostro piano per fermare l’invasione. Da leggere e far girare
Italia e Albania oggi firmano un importante protocollo d'intesa che si pone gli obiettivi di contrastare il traffico di esseri umani e prevenire i flussi migratori irregolari. Uno storico accordo per il quale voglio ringraziare il Primo Ministro @ediramaal e l’intero governo albanese.
Dall'opposizione, tra il 2018 e il 2021, Meloni indica ripetutamente il «blocco navale» davanti alle coste libiche come la soluzione per fermare le partenze. Da presidente del Consiglio non attua alcun blocco navale: la misura-simbolo del suo governo sull'immigrazione diventa il protocollo con l'Albania (novembre 2023), affiancato dall'ampliamento dei decreti flussi. Il blocco navale annunciato non è stato realizzato.