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Ex Ilva di Taranto

30 post di 6 leader, dal 2012 al 2026.

Lo stabilimento siderurgico di Taranto, il più grande d'Europa, è sotto intervento pubblico da quando nel 2012 la magistratura ne dispose il sequestro per ragioni ambientali. Nel 2018 ArcelorMittal vinse la gara e prese in affitto gli impianti con obbligo di acquisto; nel novembre 2019, dopo la cancellazione dello scudo penale per i gestori, annunciò il recesso dal contratto, e nel 2021 lo Stato entrò nel capitale con Invitalia. Dal 2024 lo stabilimento è in amministrazione straordinaria e le gare per la vendita si sono chiuse senza acquirente. Nel settembre 2026 la Corte d'appello di Milano ha stabilito che il diritto alla salute prevale sull'attività d'impresa.

Le posizioni nel tempo

Posizione rispetto a: nazionalizzare l'ex Ilva o mantenerla sotto controllo pubblico.

Vannacci

Nessun post trovato su questo tema.

Sopra la linea i post in cui sostiene la proprietà o la gestione pubblica; sotto quelli in cui preferisce un privato come ArcelorMittal e considera la nazionalizzazione uno spreco. Una banda sono almeno due post di seguito dello stesso segno, un trattino un post isolato. La striscia in basso conta i post per trimestre. Tocca una banda per leggere i post.

Prima e dopo

Carlo Calenda su Ex Ilva di Taranto

Ha cambiato idea

È strategico che ILVA rimanga aperta, sia ambientalmente risanata e produttivamente rafforzata. Non che la proprietà sia italiana. Nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l’interesse nazionale quando non c’è fallimento di mercato. Assurdo e costoso

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3 anni e 4 mesi dopo

L’unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano.

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Nell'agosto 2018, pochi mesi dopo aver chiuso da ministro la cessione dell'Ilva ad ArcelorMittal, Calenda scrive che «nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l'interesse nazionale quando non c'è fallimento di mercato». In campagna elettorale, nell'agosto 2022, ripete che «ogni euro disponibile va indirizzato a sanità e istruzione, non a nazionalizzare l'ILVA». Il 5 dicembre 2025 scrive: «L'unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano», e nell'aprile 2026 chiede al governo di nazionalizzare lo stabilimento «dichiarandola fondamentale per la sicurezza nazionale».

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Le parole, in ordine di tempo

Nessun post trovato su questo tema per Roberto Vannacci.

2012

Elly Schlein

parliamo di #eternit , ma non dimentichiamoci delle polveri rosse dell'#ilva #qchenonho @qchenonho

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Matteo Renzi

Spiace dirlo, ma l'ILVA è il simbolo più forte del fallimento delle politiche industriali di un'intera generazione di politici e di ministri

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2014

Matteo Renzi

Buon lavoro, Cosimo. Ilva è strategica non solo per Taranto

Da presidente del Consiglio.

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2016

Elly Schlein

ho presentato un'interrogazione alla Commissione europea sull'ILVA, scritta insieme a Antonia Battaglia di Peacelink

Da europarlamentare.

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2017

Carlo Calenda

Leonida queste non sono le Termopili e io non sono Serse. Ci sono in ballo posti di lavoro e investimenti per l'ambiente. Vi prego di non mettere a rischio ILVA. Ritirate il ricorso e venite al tavolo su Taranto. Fate proposte ragionevoli e il Governo vi supporterà.

Da ministro, sul ricorso contro il piano ambientale.

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Matteo Renzi

Chiusura ILVA sarebbe tragico errore per i lavoratori di Taranto ma anche per tutto l'indotto del Mezzogiorno. Sono pronto a fare tutto ciò che è utile perché il tavolo del Ministro Calenda, del Governatore e del Sindaco produca risultato positivo. ILVA non può chiudere #avanti

Sul tavolo aperto dal ministro Calenda.

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2018

Carlo Calenda

È strategico che ILVA rimanga aperta, sia ambientalmente risanata e produttivamente rafforzata. Non che la proprietà sia italiana. Nazionalizzare è un modo assurdo di perseguire l’interesse nazionale quando non c’è fallimento di mercato. Assurdo e costoso

Due mesi dopo aver lasciato il ministero.

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2019

Matteo Renzi

Mentre il Senato discute del #decretocrescita (intervengo domattina, diretta facebook), arriva la notizia che il 6/9 chiuderà #ILVA, la più importante fabbrica del Sud. Al governo non sono cialtroni: sono pazzi. Licenziano 15mila persone. E ora? #RedditoDiCittadinanza per tutti?

Sul decreto che cancella lo scudo penale.

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Matteo Salvini

#Salvini: l'immunità per l'Ilva io l'avrei lasciata, tanto che abbiamo presentato un odg. Il ministro #DiMaio mi assicura che non rischia, io mi fido. 📺 #portaaporta @raiportaaporta

Da ministro dell'Interno.

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Matteo Salvini

#Salvini: stiamo lottando in Parlamento per evitare il licenziamento degli operai dell'Ilva, spero che qualcuno nel governo ci ripensi. Ci sono 15mila posti di lavoro in ballo. 📺 #portaaporta @RaiPortaaPorta

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Giorgia Meloni

Il "Piano per il Sud" annunciato da #Conte alla presentazione del rapporto #Svimez? Ora è chiaro: far chiudere aziende strategiche come l'ex #Ilva di Taranto e tenere disoccupati i disoccupati con il metadone del reddito di cittadinanza. Questo Governo prima va a casa e meglio è.

Sul piano per il Sud annunciato da Conte.

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Giuseppe Conte

Per questo Governo la questione #Ilva ha massima priorità. Già domani pomeriggio ho convocato a Palazzo Chigi i vertici di ArcelorMittal. Faremo di tutto per tutelare investimenti produttivi, livelli occupazionali e per proseguire il piano ambientale

Il giorno dopo l'annuncio di recesso.

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Matteo Renzi

#Ilva. Togliamo alibi a Mittal e noi siamo pronti su scudo penale (eliminato da Governo precedente). Ma quando Conte dice che Mittal DEVE onorare il contratto, noi stiamo con il premier. Se recede paga Mittal, non lo Stato. Stiamo con chi cerca lavoro non con chi cerca visibilità

Dopo il recesso di ArcelorMittal.

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Matteo Salvini

Faremo il possibile per far proseguire l'attività degli stabilimenti siderurgici dell’ex Ilva, perché è assolutamente impensabile perdere migliaia di posti di lavoro e un'industria cruciale per il nostro Paese.

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Giuseppe Conte

Sul caso #Ilva tutto il Sistema Italia, partiti di maggioranza e opposizione, senza distinzione di colore politico, autorità locali e nazionali, lavoratori e parti sociali, deve rispondere con una voce sola. Il nostro Paese non accetterà ricatti.

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Matteo Salvini

Togliere l'acciaio dall'Italia sarebbe una FOLLIA. Al governo abbiamo degli incapaci, ma come Lega daremo il sangue per Taranto e perché non salti neanche un posto di lavoro per gli operai dell'ex Ilva.

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Matteo Renzi

Se c'è norma generale che agevola chi bonifica siti industriali, noi ci siamo. Davanti a migliaia di licenziamenti la politica lavora insieme. Togliamo alibi dello scudo, ma togliamo anche fake news: il problema di Mittal è la crisi acciaio, non lo scudo penale. #RenziRep

(controesempio rispetto al tono prevalente)

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Matteo Renzi

Con gli emendamenti su #Ilva noi vogliamo togliere gli alibi. A tutti. Non parlerei di scudo penale ma di un principio semplice: chi inquina, deve pagare. Chi bonifica, deve essere aiutato. E questo non può valere solo per Taranto #RenziLaStampa

Sugli emendamenti di Italia Viva.

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Giorgia Meloni

🔴 Sull'#Ilva possiamo chiedere una riunione dei Ministri europei competenti? Abbiamo spiegato alla #Merkel che se chiude l'Ilva l'industria automobilistica tedesca deve andare a cercarsi l'acciaio di qualità fuori dai confini UE a costi maggiori? 📺 #DrittoeRovescio #Meloni

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Carlo Calenda

Prima che si compia un altro disastro. Nazionalizzazione non si può fare perché a meno di non agire secondo regole di mercato spendendo 4,2 mld e mettendo mezza ILVA in cassa (oltre che ripristinare lo scudo).

Dopo l'annuncio di recesso di ArcelorMittal.

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Giuseppe Conte

Venerdì a Mittal diremo una cosa molto semplice: in Italia le regole si rispettano

Prima dell'incontro con l'azienda.

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Giorgia Meloni

Su #Ilva ripristino #scudopenale è centrale, per questo abbiamo presentato un emendamento. Uno Stato che cambia le carte in tavola in corsa è destinato a non avere più investimenti, serve uno Stato credibile che sappia difendere suoi lavoratori e imprese. 📺#PortaaPorta #Meloni

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2020

Matteo Salvini

#Salvini: Necessario difendere alcune aziende strategiche per il nostro Paese, come l'Ilva: patrimonio manifatturiero tarantino ed italiano. Sicuramente non può farlo il commissario Arcuri. #Senato

In Senato, sulla gestione commissariale.

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2021

Matteo Salvini

#Salvini: e un sì convinto al Ponte sullo Stretto di Messina, un'opera ingegneristica che farà grande l’Italia in Europa. Nel rispetto dall’ambiente e assorbendo l'acciaio dell'Ilva di Taranto per i prossimi 4 anni. Questo è SVILUPPO. #Senato #fiduciadraghi

Nella dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Draghi.

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2022

Giuseppe Conte

Il @Mov5Stelle ha impedito che 575 milioni fossero sottratti alle bonifiche dell’ex Ilva di Taranto: dovranno essere investiti a tutela dell’ambiente e della salute, salvaguardando anche la possibilità di reimpiegare oltre 1000 lavoratori. Giù le mani dalle priorità dei cittadini

Sui fondi per le bonifiche.

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Carlo Calenda

Per questo ogni euro disponibile va indirizzato a sanità e istruzione, non a nazionalizzare l’ILVA e ai bonus

In campagna elettorale.

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2025

Carlo Calenda

Nonostante i proclami trionfalistici di #Urso la gara per #ILVA si è dimostrata un totale fallimento. Abbiamo assistito alle solite indegne scene di veti dei poteri locali sulla nave di rigassificazione e sulle infrastrutture. Il primo impianto industriale del Sud e la più grande acciaieria d’Europa si va spegnendo al costo di 100 milioni al mese. Il tutto perché i 5S e il PD hanno deciso che un contratto blindato e 4,2 miliardi di investimento con il principale produttore mondiale di acciaio non valevano la propaganda pentastellata al sud. Un paese che si autodistrugge tra inchieste assurde, media spregiudicati, poteri locali irresponsabili e politica da operetta.

Chiusa senza esito la gara per la cessione.

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Carlo Calenda

L’unico modo per salvare Ilva è una nazionalizzazione con un partner italiano.

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2026

Carlo Calenda

Ilva sta crollando: è passata da 4 a 2 milioni di tonnellate di produzione in pochi anni. La verità che nessuno vuole dire è che c’è un pezzo di sindacati, di industriali e di politica che la vuole chiusa, senza però assumersene la responsabilità. Quindi o il governo la nazionalizza dichiarandola fondamentale per la sicurezza nazionale oppure chiuderà. Faccio un appello alle forze di maggioranza e a quelle di opposizione: smettete di parlare di cose di cui non interessa niente a nessuno e pensiamo al futuro industriale del Paese. Perché oggi l’unica cosa che conta è non perdere la manifattura italiana.

Sui volumi di produzione.

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Giuseppe Conte

“Il diritto alla salute prevale sull’attività d’impresa”. Con la pronuncia della Corte d’Appello di Milano sull’ex Ilva, si afferma oggi un principio netto: non può esistere produzione a ogni costo, tanto meno quando mette a rischio la vita, la salute dei cittadini e la sicurezza dei lavoratori. Taranto, definita persino dalla Corte di Giustizia Ue “città di sacrificio”, ha vissuto per troppi anni una contrapposizione lacerante tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Il Movimento 5 Stelle si batte da sempre per il superamento del ciclo integrale a caldo e per una profonda riconversione economica, produttiva e sociale di Taranto. Un percorso che avevamo iniziato durante il secondo Governo da me presieduto, attraverso il “Cantiere Taranto”, purtroppo interrotto negli ultimi quattro anni di Governo Meloni. L’attuale Governo, infatti, ha scelto di continuare a puntare su un modello industriale vecchio e insostenibile, centrato ancora sul carbone. Ha fermato le bonifiche e si è perso tra annunci, rinvii, piani industriali mai concretizzati e trattative di vendita senza esito. Ora la decisione dei giudici impone a Meloni e a Urso di assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte. Serve subito un Accordo di Programma per Taranto, con obiettivi chiari. Sottoscritto da Governo, enti territoriali e rappresentanze sociali. Si deve partire dallo stop ai licenziamenti dei 2.500 lavoratori dell’indotto. Taranto merita di vivere una stagione nuova, nella quale il diritto alla salute e il diritto al lavoro non siano più messi l’uno contro l’altro, ma possano convivere in un nuovo modello di sviluppo. È questa la scelta che oggi lo Stato è chiamato a compiere.

Dopo la pronuncia della Corte d'appello di Milano.

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