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Riarmo e spese militari

11 post di 5 leader, 2024–2026.

⚠️ Tema in corso (piano europeo di riarmo 2025-2026) — copertura dati fino a giugno 2026. La pagina fotografa le posizioni fino a questa data e andrà aggiornata.

Il piano di riarmo europeo ("ReArm Europe"/"Readiness 2030"), l'aumento delle spese militari verso i nuovi obiettivi NATO e il fondo comune per la difesa. È uno dei pochi temi in cui la divisione non segue l'asse destra/sinistra: la contrarietà di Salvini (Lega) si affianca a quella di Conte (M5S) e della sinistra, mentre i sostenitori più netti sono al centro (Calenda, Renzi). Posizioni in ordine cronologico, con link.

Nel tempo

Nessun post trovato su questo tema per Elly Schlein, Giorgia Meloni.

2024

Giuseppe Conte

“PRIMA DI TUTTO LA PACE” Sabato 21 settembre ad Assisi scenderemo anche noi in piazza per la Marcia per la pace. Mai come quest’anno la manifestazione è un appuntamento che non solo testimonia un anelito di pace condiviso da milioni di persone, ma che si pone l’obiettivo di destare il nostro Governo dalla foga bellicista che ha diffuso nel Paese. Tanto a livello nazionale che a livello internazionale la politica sembra ormai esclusivamente votata a perseguire una strategia di escalation militare, abbracciando una corsa forsennata al riarmo. Sul fronte ucraino la prospettiva è di usare l’arsenale fornito al presidente Zelensky anche in territorio russo; in Medio Oriente ci si rende complici, con la più ignobile pavidità, del sistematico sterminio della popolazione civile a Gaza ad opera del governo Netanyahu. Oggi più che mai la richiesta di pace e di soluzioni negoziali ai conflitti deve levarsi forte dalle strade e dalle piazze delle nostre città. Non dobbiamo arrenderci all’ineluttabilità della guerra. Per questo vi invito tutti a scendere in piazza: la nostra comunità e tutta la cittadinanza. Facciamo sentire la nostra voce! Chiamiamo il governo italiano e le istituzioni internazionali alle loro responsabilità. Non possiamo renderci complici. Ci vediamo sabato alle ore 15 davanti la Basilica di Santa Maria degli Angeli per la partenza della marcia!

Contro l'escalation.

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2025

Carlo Calenda

Caro Serra, il riarmo dell’Europa non cozza contro i valori europei. L’idea stessa di Europa e’ nata con il progetto di difesa comune. C’è grande ipocrisia nello scrivere si alla difesa no alle armi, perché senza armi non c’è difesa. E senza difesa non esiste la pace ma solo la sottomissione e la sconfitta. Mi pare che la sua iniziativa stia deragliando verso una melassa retorica, indistinta e confusa, ottima rappresentazione della sinistra Landini-Conte. Non è con questo spirito che si costruirà l’Europa politica indipendente da USA e Russia. Noi saremo in piazza perché non lasciamo la rappresentanza dell’europeismo a chi vuole un’Europa debole e fragile, ma ci saremo con le bandiere ucraine e georgiane accanto a quelle europee. E invitiamo tutti i veri europeisti a fare lo stesso. Keep Calm and ReArm EU.

In difesa del riarmo.

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Matteo Renzi

A proposito del discorso di Ursula von der Leyen. Investire nella difesa comune è giusto? Certo. L’Italia lo propone dai tempi di Alcide De Gasperi. Il punto non è il SE, ma il COME. Chi dice che le armi non servono e inneggia al peace and love vi prende in giro: è un populista. Ma anche chi dice armiamoci e arriviamo a Mosca è folle. Gli 800 miliardi mirabolanti di Ursula von der Leyen servono alla Presidente per stare sui giornali. Ma anche questa cifra è poco credibile. È un numero per gasare i tifosi, non per fare un progetto serio. Del resto l’ultimo progetto di Ursula è stato il Green Deal: doveva salvare il pianeta, ha distrutto la manifattura europea regalando soldi a cinesi e indiani. La verità è molto semplice: i paesi NATO devono investire il 2% del PIL in difesa. Lo abbiamo deciso nel 2014, al summit del Galles. Facciamolo. Ma spendiamoli bene, a cominciare da ricerca e sviluppo. E per ogni euro investito in difesa e sicurezza, mettiamo la stessa cifra anche in cultura e educazione. In Italia lo decidemmo dopo il Bataclan nel 2015. Vedendo come siamo messi in Europa direi che fare investimenti in Cultura è urgente quanto fare investimenti in Difesa. È il tempo della politica non del populismo. Servono statisti, non influencer

Sul principio.

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Roberto Vannacci

Questa mattina a Strasburgo ho denunciato la follia del riarmo proposto dalla Commissione Von der Leyen: 800 miliardi per armi e carri armati. Serve un'Europa dei popoli, non delle banche e delle multinazionali! via @YouTube

Nel suo intervento a Strasburgo.

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Carlo Calenda

Sono di centro. Fatevene una ragione. Non esiste solo la destra e la sinistra. Sono per il salario minimo e la sanità pubblica e per il nucleare e il riarmo europeo. Sono per lo ius scholae ma anche per un intransigente controllo delle frontiere. Ciò che siamo lo definisce ciò in cui crediamo non una fessa etichetta che contiene tutto e il suo contrario

Nel definire la propria collocazione.

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Matteo Salvini

Se si trovano 800 miliardi da spendere, è nostro dovere non spenderli in armi e proiettili, ma in salute, in ospedali, scuole e lavoro. Nel 2025 non esistono guerre giuste: chi sceglie la Lega, sceglie la PACE.

Sulla destinazione delle risorse.

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Roberto Vannacci

La Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo (JURI) ha bocciato il piano di riarmo. QUANDO LO DICEVO IO ERO UN PUTINISTA! Nessuna emergenza e, io dico, nessuna necessità. Non ci indebitiamo per le armi e per fare un favore alla Germania e alla Francia! #RearmEurope

Dopo il voto della Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo.

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Matteo Salvini

Sono assolutamente contrario a qualsiasi tipo di riarmo europeo, perché siamo un Paese libero e sovrano. Se si tratta di investire soldi per la sicurezza interna e per assumere Carabinieri, sì. Se si tratta di fare debito in Italia per andare a comprare i carri armati a Berlino, no.

Netto sul piano europeo.

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Roberto Vannacci

Esercito europeo? Parliamone. Un Esercito europeo rappresenterebbe un'ulteriore erosione della sovranità nazionale.

Sull'ipotesi di esercito europeo.

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2026

Roberto Vannacci

ANDATEGLIELO A DIRE ANCHE A LUI CHE E' SUL LIBRO PAGA DI PUTIN. E, soprattutto, continuiamo a regalare miliardi a Zelensky e a spendere 800 miliardi per armi.

Tornando sul tema.

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Roberto Vannacci

Se al primo posto dell’agenda del Governo rimane l’Ucraina, dagli arsenali svuotati fino all’ex ministro ucraino chiamato a consigliare la nostra Difesa, per noi AL PRIMO POSTO RIMANE L'ITALIA E GLI ITALIANI. L'unico voto utile è quello che serve l'Italia. Giudicate voi.

Sulle priorità del governo.

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